C’era stata nel paese – in una fase economico sociale

palcoQuale fosse in quel tempo la tragica situazione economica e sociale della Sicilia occidentale è noto. I capitali si erano spostati dall’agricoltura all’industria dell’edilizia, in particolare nel settore degli appalti dei lavori pubblici, dove, usufruendo di notevoli agevolazioni-regalie regionali, venivano  realizzati alti profitti. Pesante era, come è tuttora, la presenza della mafia anche in questo specifico settore e, quindi, elevatissimo lo sfruttamento della forza lavoro. Per cogliere la drammaticità della situazione sociale basti considerare un solo dato: nella prima metà del ’60, in soli cinque mesi, 1500 lavoratori erano stati costretti ad emigrare in cerca di lavoro solo da Licata: una media di 300 lavoratori al mese.

Nell’aprile del ’60, tre mesi prima del tragico 5 luglio di Licata, si era svolto a Palma, organizzato da Danilo Dolci, il convegno sulle “condizioni di vita e di salute nelle zone arretrate della Sicilia occidentale”.

Vi parteciparono l’odierno Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, Silos Labini, che di recente abbiamo perduto e che ricordo con commozione come mio maestro, Li Cansi, Sciascia, Carlo Levi, Ignazio Bulletta, Simone Gatto.