Introduzione di Luigi Ficarra, Segretario dell’associazione G. D. ”G. Ambrosoli”

mercato del lavoroIntroduco quale rappresentante dell’associazione dei Giuristi Democratici di Padova, intitolata a “G. Ambrosoli”, l’avvocato che, nominato nel 1974 Commissario Liquidatore della Banca Privata Italiana di Sindona, venne assassinato nel luglio 1979, per aver difeso il principio di legalità. Resistette, regista di tutto la P 2,  a pressioni ed intimidazioni del vertice del governo di allora (Andreotti), della mafia, dello IOR (Istituto delle Opere di Religione del Vaticano), di uomini dei servizi segreti italiani e americani.

Contro il salvataggio della Banca di Sindona presero netta posizione Baffi e Sarcinelli, rispettivamente governatore e capo della Vigilanza della Banca d’Italia, i quali, in conseguenza di ciò, subirono dure conseguenze grazie alle pressioni degli uomini di Andreotti. Il quale, – va ricordato in questo dibattito su mafia e politica -, nella sentenza della Corte d’Appello di Palermo, che direttamente lo concerneva, risulta aver rappresentato per Sindona, il mandante dell’assassinio di Ambrosoli, un costante punto di riferimento, anche durante la sua latitanza; e risulta essersene interessato, di lui, Sindona, con impegno continuo, tramite Stammati (P2), il suo collaboratore  Evangelisti, e Calvi, direttore allora dell’Ambrosiano. Andreotti incontra Sindona a Washington, anche durante la sua latitanza.

Ambrosoli resiste e l’organizzazione politico-mafiosa affida allora al suo braccio armato il colpo di grazia: 11/7/1979.

-Alcuni giorni fa tutti abbiamo letto della sentenza “All Iberiam”, relativa al falso in bilancio riguardante Berlusconi. Il reato, i suoi avvocati, deputati in Parlamento, l’avevano fatto sparire, proponendo e facendo votare una legge che trasforma la specifica violazione di legge commessa da Berlusconi – falso in bilancio -, in un fatto non più perseguibile: ne hanno ridotto la portata, vanificando così il processo che lo concerneva.