Lo slogan dell’indistinto “tutti insieme”, destra e sinistra

studenteE’ una posizione che genera vittimismo, passivizzazione delle masse, qualunquismo – (tratto essenziale del Milazzismo) -, produce immobilismo sociale, non lotta di classe per la trasformazione; e, quindi, rende vittoriose, non scalfendole e tanto meno scalzandole, le classi sociali che sono al comando politico – sociale e vi restano saldamente in sella, con tutte le loro forti ed estese connivenze mafiose. Espressione piena di tale linea, sicilianista e reazionaria, è oggi il movimento di Lombardo, alleato a Palermo di Cuffaro ed a Roma di Bossi e Berlusconi.

La scelta, la strada da proporre alle nuove generazioni non è la rivolta disperata, come quelle di “Alcara Li Fusi” ed in parte di “Bronte” del 1860 e-o come quella pur pacifica, ma indistinta, di Licata del 5 luglio 1960, ma quella realizzata, anche se allora sconfitta, dal movimento di lotta dei Fasci dei Lavoratori Siciliani del 1893 – 94; delle lotte per l’occupazione delle terre del primo dopoguerra ed in particolare quelle del ‘44 –‘50, movimento sconfitto purtroppo dalla falsa riforma agraria del ’50, il cui progetto di legge, è bene ricordarlo, fu elaborato dall’agrario on. Milazzo.

Il movimento dei lavoratori deve assumere su di sé la responsabilità del programma e degli obiettivi e scegliere le forze sociali più vicine cui allearsi, senza deleghe e tanto meno attese passive, stabilendo fra fronte sociale e fronte politico di riferimento distinzione ed autonomia. E’ quantoin parte emerso nel convegno della CGIL palermitana sulla mafia del marzo 2005, in cui è prevalsa la linea dell’alternativa.